Selfie VS Ritratto: esibirsi o riconoscersi?

Marzo 20, 2025 544

Ti è mai capitato di osservare qualcuno che si scatta un selfie mentre cammina, senza fermarsi, senza nemmeno guardarsi davvero?

In un attimo, il telefono è già in mano, il viso si inclina nella posa abituale, lo scatto avviene quasi senza pensiero.

E poi, via: filtri, ritocchi, pubblicazione.

Il selfie è veloce, istantaneo. È fatto per essere mostrato, per confermare un’immagine che vogliamo dare di noi.

Lo scattiamo per gli altri, per ottenere reazioni, per essere visti.

Ma quante volte, rivedendolo, ci riconosciamo davvero?

Siamo noi o solo un riflesso addomesticato da ciò che pensiamo di dover essere?

Il ritratto, invece, è un’altra esperienza.

Il ritratto richiede tempo. Non lo scatti da solo, hai bisogno di qualcuno che ti osservi, che ti aiuti a portare fuori quello che senti dentro.

È uno spazio in cui non devi dimostrare nulla, ma semplicemente essere.

Nel boudoir e nella nude art, questo diventa ancora più profondo: non si tratta solo di apparire, ma di sentire. Sentire il proprio corpo, la propria essenza, la bellezza che non è solo estetica ma anche presenza.

Il ritratto non è un’immagine usa e getta, ma un incontro con se stessi. È il tempo sospeso in cui, finalmente, ci si vede davvero.

Viviamo in un tempo che ci spinge a produrre immagini su immagini, senza sosta. Ma forse ci siamo dimenticati che la fotografia può essere molto di più. Può essere un modo per fermarsi, per sentire, per riconoscersi.

Se vuoi scoprire cosa significa davvero farsi ritrarre, contattami.

Creiamo insieme un’immagine che racconti chi sei, non solo come appari.

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